Nell’estate del 2026, il caldo record ha danneggiato l’economia europea in cinque modi diversi. Lo ha riferito Bloomberg.
In primo luogo, il problema riguarda la navigazione. Il Reno collega Rotterdam, nei Paesi Bassi, il porto più trafficato d’Europa, con i centri industriali della Germania. Lungo le sue rive si trovano gli stabilimenti di grandi aziende come BASF SE, Daimler, Shell Plc e Thyssenkrupp. Sul Reno le chiatte trasportano prodotti chimici, derivati del petrolio, cereali e molte altre merci. Tuttavia, a causa dell’abbassamento del livello dell’acqua, le imbarcazioni sono costrette a ridurre il carico oppure a sospendere le traversate. Alcuni impianti hanno ridotto la produzione, poiché le ferrovie e le strade non riescono a sostenere il volume dei trasporti. Se il livello del Reno resterà criticamente basso fino a metà settembre, il PIL tedesco nel terzo trimestre potrebbe perdere circa 0,35 punti percentuali.
In secondo luogo, il caldo sta danneggiando i raccolti e l’allevamento. Questo colpisce gli agricoltori, che devono già fare i conti con l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e del carburante a causa della crisi iraniana. A giugno, i produttori europei di cereali hanno perso circa due miliardi di euro. In Francia ci si prepara al raccolto di mais più basso dal 1980.
In terzo luogo, si stanno esaurendo i bacini idrici delle centrali idroelettriche. Nel sud della Norvegia il livello dell’acqua è sceso ai valori più bassi dell’ultimo decennio. Le riserve idriche destinate alla produzione di energia sono diminuite anche in Francia, Italia e Svizzera. Nel 2025, l’energia idroelettrica rappresentava circa il sei per cento della produzione. A causa della carenza d’acqua, tuttavia, la generazione di elettricità nelle centrali idroelettriche europee si è ridotta.
Il quarto problema riguarda le centrali nucleari, poiché a causa del caldo l’acqua dei fiumi è diventata troppo calda per raffreddare i reattori. A giugno e luglio la Francia ha registrato perdite record di produzione elettrica nei propri reattori a causa del surriscaldamento. Inoltre, l’aumento della temperatura ha provocato una forte presenza di meduse nei fiumi francesi. Queste vengono risucchiate nei sistemi di raffreddamento, costringendo gli operatori energetici a fermare alcuni reattori. La diminuzione delle riserve idriche del Danubio ha costretto alla chiusura dell’unica centrale nucleare della Romania. In Ungheria, invece, tre dei quattro reattori della centrale nucleare di Paks sono stati fermati.
Infine, il quinto problema è legato al fatto che il caldo persistente e la siccità hanno creato condizioni ideali per gli incendi boschivi, che hanno costretto centinaia di migliaia di persone a evacuare. Dall’inizio dell’anno, nell’Unione europea sono bruciati più di 5.500 chilometri quadrati di territorio.