L’Azerbaigian amplia con coerenza le proprie capacità di fornitura di energia all’Europa. Oltre alle esportazioni già consolidate di petrolio e gas, Baku sta sviluppando le energie rinnovabili e le infrastrutture necessarie per trasmettere elettricità al mercato europeo. Un nuovo elemento di questa strategia è rappresentato da un corridoio energetico terrestre attraverso Georgia, Turchia e Bulgaria.
A riferire dei negoziati per la creazione di questa rotta è stata la viceministra dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile della Georgia, Inga Pkhaladze. Secondo quanto dichiarato, i quattro Paesi stanno discutendo la possibilità di trasmettere elettricità dalla regione, in primo luogo dall’Azerbaigian, verso l’Europa attraverso i territori di Georgia, Turchia e Bulgaria.
Per Baku, questo progetto si inserisce nella strategia ormai consolidata di sviluppo delle esportazioni energetiche. L’Azerbaigian aumenta le forniture di gas all’Europa, sviluppa la produzione di energia solare ed eolica e partecipa alla creazione di nuove rotte per la trasmissione dell’elettricità. La realizzazione di progetti di lungo periodo di questo tipo si basa sulla reputazione dell’Azerbaigian quale partner energetico affidabile e prevedibile, che rispetta con coerenza gli accordi raggiunti.
Il nuovo corridoio dovrebbe collegare i sistemi energetici di Azerbaigian, Georgia, Turchia e Bulgaria e creare un’ulteriore rotta per la fornitura di elettricità all’Europa. Per l’Azerbaigian si tratta di un nuovo canale di esportazione, mentre per Georgia, Turchia e Bulgaria significa rafforzare il proprio ruolo nell’infrastruttura energetica regionale.
Per comprendere perché l’Azerbaigian occupi una posizione particolare in questo schema, è sufficiente osservare come sta cambiando il suo stesso settore energetico.
Il Paese dispone di un notevole potenziale nel campo delle energie rinnovabili: il potenziale tecnico dell’energia eolica terrestre e solare è stimato in circa 135 GW, mentre quello dell’eolico offshore nel Mar Caspio ammonta a circa 157 GW. Si tratta di valori molte volte superiori all’attuale fabbisogno del Paese e che creano una base per lo sviluppo sia della produzione interna sia delle esportazioni di elettricità.
Negli ultimi anni l’Azerbaigian ha notevolmente accelerato lo sviluppo delle energie rinnovabili. Nell’ottobre 2023 è entrata in funzione a Garadagh una centrale solare da 230 MW, realizzata con la partecipazione di Masdar. L’impianto è in grado di produrre circa 500 milioni di kWh di elettricità all’anno, consentendo di risparmiare fino a 110 milioni di metri cubi di gas naturale e di evitare ogni anno l’emissione di circa 200 mila tonnellate di CO₂. Il successivo grande impianto è stato il parco eolico Khizi-Absheron da 240 MW, costruito da ACWA Power. La centrale è progettata per produrre circa 1 miliardo di kWh all’anno, permettendo di risparmiare fino a 220 milioni di metri cubi di gas e di ridurre le emissioni di oltre 400 mila tonnellate di CO₂ ogni anno.
Parallelamente, il Paese sta creando un nuovo segmento del proprio settore energetico: l’eolico offshore nel Mar Caspio. Nel 2023 l’Azerbaigian e ACWA Power hanno raggiunto un accordo per sviluppare un progetto offshore con una capacità fino a 1,5 GW, mentre nel 2024 ACWA Power, Masdar e SOCAR Green hanno iniziato a studiare la possibilità di realizzare parchi eolici offshore per una capacità complessiva di 3,5 GW.
Un posto particolare in questa strategia è occupato dal Karabakh e dallo Zangezur orientale, dichiarati zone di energia “verde”. Qui proseguono il ripristino e la costruzione di centrali idroelettriche, solari e di altri impianti basati su fonti rinnovabili. Allo stesso tempo viene realizzata l’infrastruttura necessaria per trasmettere l’elettricità dalle nuove aree di produzione al sistema energetico nazionale.
Entro il 2030 l’Azerbaigian prevede di portare la capacità delle energie rinnovabili a diversi gigawatt, aumentando in modo significativo la loro quota nel sistema energetico. Nel maggio 2026 il Ministero dell’Energia ha inoltre annunciato piani per creare 8 GW di capacità da fonti rinnovabili entro il 2035, destinati sia al consumo interno sia all’esportazione.
Il significato economico di questa strategia è particolarmente importante per un Paese che resta un grande esportatore di petrolio e gas. Quanto maggiore sarà la quota di elettricità prodotta in Azerbaigian tramite sole, vento e acqua, tanto maggiore sarà il volume di gas naturale che potrà essere destinato all’esportazione. Lo sviluppo delle energie rinnovabili crea quindi ulteriori opportunità anche per le esportazioni energetiche tradizionali.
Per portare le nuove capacità sui mercati esteri, l’Azerbaigian sta sviluppando contemporaneamente diverse rotte energetiche.
Una di queste è il corridoio Azerbaigian-Georgia-Turchia-Bulgaria. Nell’aprile 2025 i quattro Paesi hanno firmato un memorandum di cooperazione sulla trasmissione e sul commercio di elettricità “verde”, mentre nel maggio 2026 hanno tenuto la terza riunione ministeriale dedicata al progetto. In quell’occasione le parti hanno concordato di accelerare i lavori e di preparare una tabella di marcia per la sua realizzazione.
Un’altra rotta ha già raggiunto un livello di sviluppo più avanzato. Si tratta del corridoio energetico “verde” Black Sea Energy, che dovrebbe collegare l’Azerbaigian con Georgia, Romania e Ungheria. L’accordo di partenariato strategico per il suo sviluppo è stato firmato già nel dicembre 2022.
Il progetto prevede la costruzione di un cavo elettrico sottomarino attraverso il Mar Nero. La sua lunghezza supererà i 1.155 chilometri e la capacità arriverà fino a 1.300 MW. Nel luglio 2026 è stato ufficialmente annunciato il completamento dello studio di fattibilità del progetto. La fase successiva prevede la preparazione alla realizzazione e all’adozione della decisione finale di investimento.
Un’altra direttrice è collegata all’Asia centrale. Baku, Astana e Tashkent stanno sviluppando il progetto “Asia centrale-Azerbaigian”, che consentirà di trasmettere elettricità da fonti rinnovabili dal Kazakistan e dall’Uzbekistan attraverso il Mar Caspio verso l’Azerbaigian e successivamente in direzione del mercato europeo. Nel marzo 2026, a Baku, è iniziata la prima fase dello studio di fattibilità del progetto con la partecipazione della Banca asiatica di sviluppo e della Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture.
Allo stesso tempo, petrolio e gas restano la base della cooperazione energetica dell’Azerbaigian con l’Europa. Attraverso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan arrivano sui mercati mondiali il petrolio azero e quello proveniente da altri Paesi della regione del Caspio, in particolare dal Kazakistan. Il gas viene fornito ai Paesi europei attraverso il Corridoio meridionale del gas, mentre la geografia delle forniture continua ad ampliarsi. Attualmente il gas azero viene ricevuto da 10 Paesi dell’Unione europea e nel 2025 le forniture all’Europa hanno raggiunto 12,8 miliardi di metri cubi.
La cooperazione pluriennale nel settore del petrolio e del gas ha creato la base per nuovi progetti energetici. I Paesi europei utilizzano già le rotte energetiche azere, mentre i nuovi accordi estendono questa partnership anche alle energie rinnovabili e all’elettricità. Per progetti di tali dimensioni sono particolarmente importanti la stabilità degli accordi, la coerenza delle azioni e la fiducia tra i partner.
Oggi il sistema energetico dell’Azerbaigian riunisce la produzione e la generazione proprie, le rotte di transito e i nuovi progetti nel campo dell’energia “verde”. Il petrolio raggiunge i mercati mondiali tramite oleodotti, il gas arriva in Europa attraverso il Corridoio meridionale del gas, mentre il petrolio kazako utilizza l’infrastruttura azera. La prossima direttrice sarà rappresentata dai flussi di elettricità “verde” provenienti dall’Asia centrale e dall’esportazione di energia rinnovabile prodotta nello stesso Azerbaigian.
Proprio per questo il significato degli attuali negoziati sul corridoio attraverso Georgia, Turchia e Bulgaria va oltre un singolo progetto. Per l’Azerbaigian si tratta della possibilità di collegare le crescenti capacità di produzione solare ed eolica alla domanda europea. Per l’Europa significa disporre di una nuova fonte di elettricità e di una rotta aggiuntiva per la sua fornitura.
In definitiva, la principale risorsa dell’Azerbaigian diventa la capacità di collegare produttori, mercati e rotte. Il Paese si trova tra il Caspio e l’Europa, dispone di una propria capacità di generazione, di un’infrastruttura di esportazione sviluppata e della possibilità di ricevere flussi energetici da altri Stati della regione. I nuovi progetti rafforzano questo sistema e ampliano le possibilità dell’Azerbaigian nella direzione europea.
Per l’Europa, l’Azerbaigian sta diventando un pilastro sempre più importante della stabilità energetica. La fiducia accumulata negli anni di cooperazione si traduce in nuovi investimenti, capacità e rotte. Questa continuità rafforza la posizione dell’Azerbaigian come partner affidabile e prevedibile e accresce il suo ruolo come uno dei garanti della sicurezza energetica dell’Europa.