L'Azerbaigian attrae i capitali globali. Come le principali banche di sviluppo investono nella nuova economia del Paese

News
12 Luglio 2026 08:02
1
L'Azerbaigian attrae i capitali globali. Come le principali banche di sviluppo investono nella nuova economia del Paese

Nell'economia mondiale esiste un principio semplice: le istituzioni finanziarie internazionali investono dove individuano un potenziale di crescita a lungo termine. Negli ultimi anni l'Azerbaigian ha consolidato la propria posizione come uno dei principali hub energetici e logistici dell'Eurasia, diventando al tempo stesso una piattaforma fondamentale per la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali internazionali. È proprio per questo che negli ultimi mesi il Paese è diventato il centro dell'attenzione di alcune delle più importanti banche multilaterali di sviluppo: la Banca Islamica di Sviluppo (IsDB), la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), la Banca Asiatica di Sviluppo (ADB) e la Banca del Mar Nero per il Commercio e lo Sviluppo (BSTDB).

Una tappa particolarmente significativa di questo processo è stata rappresentata dalle riunioni annuali del Gruppo della Banca Islamica di Sviluppo, svoltesi a Baku dal 16 al 19 giugno sotto l'alto patrocinio del Presidente Ilham Aliyev. Il forum ha riunito oltre 4.400 partecipanti provenienti da 78 Paesi, tra cui i rappresentanti di 46 organizzazioni internazionali: numeri che testimoniano il ruolo ormai acquisito da Baku sulla scena finanziaria globale. Al termine dei lavori sono stati firmati 67 accordi per un valore complessivo di 6 miliardi di dollari, mentre il Consiglio dei Direttori Esecutivi dell'IsDB ha approvato un nuovo pacchetto di finanziamenti da 2,8 miliardi di dollari destinato a nove progetti di trasformazione in altrettanti Paesi membri. Un'attenzione particolare è stata riservata alla ricostruzione del Karabakh, con la firma di un accordo da 436 milioni di dollari per la ricostruzione del canale di irrigazione del Karabakh, un progetto destinato a favorire direttamente la rinascita dei territori liberati.

Aprendo i lavori, il Presidente Ilham Aliyev ha ricordato come, quando l'Azerbaigian ha ripreso ad accedere ai finanziamenti per lo sviluppo, il primo partner finanziario a cui il Paese si è rivolto sia stato proprio la Banca Islamica di Sviluppo. Si tratta di una dimostrazione del rapporto di fiducia costruito in oltre tre decenni di cooperazione: dall'adesione dell'Azerbaigian all'organizzazione nel 1992, la banca ha approvato il finanziamento di 84 progetti per un valore complessivo di circa 1,8 miliardi di dollari nei settori dei trasporti, dell'energia, delle risorse idriche, dell'agricoltura e dell'istruzione. Nel 2025 il volume dei finanziamenti approvati dall'intero Gruppo IsDB è aumentato del 20%, raggiungendo quasi 16 miliardi di dollari, mentre gli esborsi sono saliti a 11 miliardi rispetto ai 9,2 miliardi dell'anno precedente. In questo contesto di crescita, Baku ha ottenuto per la seconda volta in quindici anni il diritto di ospitare l'evento principale della banca.

Altrettanto significativa è la dinamica della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Alla fine del 2025 il portafoglio operativo della BERS in Azerbaigian ammontava a 906 milioni di euro distribuiti su 36 progetti, mentre il volume complessivo degli investimenti realizzati nel Paese dal 1992 ha raggiunto 3,648 miliardi di euro attraverso 202 progetti. Oltre il 40% del portafoglio attuale riguarda il settore privato, una dimostrazione concreta della volontà della banca di sostenere lo sviluppo di un'economia di mercato solida e competitiva. Nel dicembre 2025 la BERS ha lanciato in Azerbaigian un programma quinquennale di finanziamento verde (GEFF) da 100 milioni di dollari e, un mese prima, ha emesso per la prima volta obbligazioni denominate in manat. L'emissione, pari a 50 milioni di manat, è stata ampiamente sottoscritta dagli investitori, rappresentando un forte segnale di fiducia nella valuta nazionale e nel sistema finanziario del Paese.

La Banca Asiatica di Sviluppo segue la stessa direzione strategica. Nel corso della cooperazione con l'Azerbaigian ha approvato finanziamenti superiori ai 5 miliardi di dollari, attribuendo un ruolo prioritario alla partecipazione del Paese al programma CAREC, attraverso il quale l'Azerbaigian rafforza la propria posizione come nodo fondamentale del corridoio di trasporto che collega la Cina, l'Asia Centrale, il Caucaso e l'Europa. Dal canto suo, la Banca del Mar Nero per il Commercio e lo Sviluppo concentra la propria attività sul sostegno alle piccole e medie imprese e sull'ampliamento delle opportunità per gli investitori privati.

È significativo che tutte e quattro le istituzioni, pur operando con mandati e aree geografiche differenti, individuino le stesse priorità strategiche: corridoi di trasporto, energia verde, digitalizzazione, sviluppo del settore privato e ricostruzione dei territori liberati. Non si tratta di una coincidenza. L'Azerbaigian non è più percepito esclusivamente come un esportatore di idrocarburi, ma come un vero centro regionale di trasformazione economica.

Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal Corridoio di Mezzo (Middle Corridor), nel quale Baku occupa una posizione chiave grazie al Porto Marittimo Commerciale Internazionale, alla rete ferroviaria modernizzata e alla linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars, uno degli assi di transito tra Asia ed Europa in più rapida crescita. Parallelamente, lo Stato ha investito miliardi di manat nella ricostruzione dei territori liberati e le banche internazionali stanno aumentando il proprio coinvolgimento proprio in questo settore, sostenendo progetti che spaziano dai canali di irrigazione alle città intelligenti.

Sta cambiando anche la struttura della cooperazione energetica. Se in passato le banche finanziavano prevalentemente progetti nel settore petrolifero e del gas, oggi la priorità si sta spostando verso le energie rinnovabili. L'Azerbaigian realizza infatti importanti programmi con Masdar e ACWA Power, puntando a diventare in futuro un fornitore di energia elettrica verde per l'Europa attraverso i corridoi del Mar Caspio e del Mar Nero.

Tutto questo poggia su solide basi macroeconomiche. Alla fine del 2025 le riserve valutarie complessive del Paese, detenute dalla Banca Centrale e dal Fondo Petrolifero Statale, hanno raggiunto 85,1 miliardi di dollari, pari al 112% del PIL, mentre il debito pubblico e garantito dallo Stato è rimasto su livelli contenuti, intorno al 28% del PIL. È proprio questa combinazione di basso indebitamento, consistenti riserve finanziarie e crescita del settore non petrolifero a rappresentare il linguaggio che le istituzioni finanziarie internazionali comprendono meglio di qualsiasi dichiarazione politica.

Le istituzioni finanziarie internazionali non finanziano più singoli progetti in Azerbaigian: investono in un modello di sviluppo costruito attorno ai corridoi di trasporto, all'energia verde e alla rinascita dei territori liberati. Mentre altri Paesi della regione sono ancora alla ricerca del proprio ruolo nella nuova architettura eurasiatica, l'Azerbaigian ha già conquistato una delle posizioni centrali, e i capitali internazionali non fanno altro che riconoscere una realtà ormai consolidata.