L'UE riconosce il ruolo unico dell'Azerbaigian

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3 Luglio 2026 10:17
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L'UE riconosce il ruolo unico dell'Azerbaigian

Mentre in alcuni parlamenti europei vengono approvate risoluzioni contro l'Azerbaigian, i rapporti tra Baku e l'Unione europea stanno aprendo un capitolo completamente nuovo. E ciò avviene a un livello tale che qualsiasi tentativo di compromettere queste relazioni è destinato a rivelarsi inutile.

Il primo giorno di luglio la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è recata in visita a Baku. La leader europea ha sempre sostenuto il rafforzamento dei rapporti con l'Azerbaigian, subendo più volte dure critiche da parte di ambienti di pressione presenti all'interno dell'UE. Nonostante queste pressioni, la sua linea ha prevalso e, dopo l'ennesimo incontro con il Presidente Ilham Aliyev e le dichiarazioni rilasciate nella capitale azera, si può affermare con certezza che i rapporti tra l'Unione europea e l'Azerbaigian non saranno più gli stessi. Essi sono entrati in una nuova fase, nella quale l'asse Baku-Bruxelles diventa il punto di riferimento attorno al quale si concentrano non solo interessi bilaterali, ma anche quelli politici, energetici e dei trasporti del Caucaso meridionale, dell'Europa e dell'Asia centrale. Guardando il quadro in una prospettiva ancora più ampia, dal livello di cooperazione tra Azerbaigian e Unione europea dipenderanno la connettività dei trasporti e la sicurezza energetica tra Oriente e Occidente.

Che i rapporti, raffreddatisi negli ultimi anni a causa dell'azione di determinati ambienti europei, fossero destinati a una ripartenza è apparso evidente nell'aprile dello scorso anno, quando l'Unione europea e l'Azerbaigian hanno annunciato la ripresa dei negoziati su un nuovo accordo di partenariato e cooperazione. L'iniziativa è partita dalla parte europea. Durante la sua prima visita a Baku, l'Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, ha lasciato intendere di non essere arrivata soltanto per discutere di gas e corridoi di trasporto, ma anche per ristabilire relazioni che avevano subito gravi danni durante il mandato di Josep Borrell. L'ex capo della diplomazia europea aveva scelto una linea di dialogo con Baku giudicata inefficace, compromettendo l'immagine dell'UE agli occhi della società azera. I tentativi di pressione e il ricorso ai doppi standard da parte di alcuni funzionari europei e di importanti Stati membri avevano creato un clima negativo che ostacolava lo sviluppo della cooperazione.

Nella dichiarazione alla stampa rilasciata dopo l'incontro con Ursula von der Leyen, Ilham Aliyev ha affermato che i rapporti tra la Commissione europea e l'Azerbaigian si trovano attualmente in una fase molto dinamica.

A marzo Baku ha accolto il presidente del Consiglio europeo António Costa, mentre a maggio si è svolta un'altra visita di Kaja Kallas. L'attuale viaggio della presidente della Commissione europea completa simbolicamente questo percorso. Tutti i principali vertici dell'Unione europea si sono espressi a favore dello sviluppo delle relazioni con l'Azerbaigian, riconoscendone l'importanza strategica per l'Europa. Esiste una sola eccezione: la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Tuttavia, le decisioni del Parlamento europeo hanno un peso politico limitato.

Qualsiasi iniziativa adottata contro l'Azerbaigian si scontra con l'importanza strategica che il Paese ha ormai acquisito. L'Azerbaigian e l'Unione europea sono legati da interessi troppo profondi e, soprattutto, reciproci.

«L'Unione europea è il principale partner commerciale dell'Azerbaigian. Oltre il 40 per cento del nostro commercio estero riguarda gli Stati membri dell'UE, mentre per l'Unione europea l'Azerbaigian rappresenta il principale partner commerciale nel Caucaso meridionale. Quasi il 70 per cento degli scambi commerciali dell'intera regione è costituito dal commercio con l'Azerbaigian», ha dichiarato il Presidente Ilham Aliyev dopo l'incontro con Ursula von der Leyen.

Il capo dello Stato ha ricordato il Memorandum d'intesa sul partenariato strategico nel settore energetico firmato nel luglio 2022. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e il conseguente deterioramento della sicurezza energetica europea, l'Unione europea ha trovato nell'Azerbaigian un'alternativa affidabile, stabile e capace di agire in modo autonomo. Negli ultimi quattro anni le esportazioni di gas azero verso i Paesi dell'UE sono aumentate di quasi il 65 per cento. Si tratta di un risultato significativo che dimostra come la scelta compiuta dall'Europa nel 2022 sia stata corretta. Oggi il gas del Caspio raggiunge dieci Stati membri dell'Unione europea e, come ha sottolineato Aliyev, esiste ancora un notevole potenziale di espansione. Il gas azero arriva ai partner europei attraverso una rete di gasdotti lunga complessivamente 3.500 chilometri.

Un altro tema centrale dell'agenda bilaterale è stato quello dell'energia verde e dell'iniziativa di Baku che ha trasformato il progetto Black Sea Energy Corridor da iniziativa interregionale a progetto continentale grazie all'integrazione con il Corridoio energetico transcaspico. Baku ha sempre adottato una visione ampia, concependo ogni progetto nazionale come parte di una strategia destinata a coinvolgere anche i Paesi vicini e quelli confinanti con essi. Come ha affermato in passato il Presidente Ilham Aliyev, il successo dei progetti dell'Azerbaigian deriva dal fatto che il Paese mantiene ottimi rapporti sia con i propri vicini sia con i vicini dei propri vicini. È una formula che oggi sostiene efficacemente i corridoi energetici e di trasporto ai quali partecipa l'Azerbaigian. Nessuno mette più in discussione il ruolo speciale del Paese in questo spazio.

Questo ruolo è stato ribadito ancora una volta da Ursula von der Leyen durante la sua visita. Era evidente quanto la presidente della Commissione europea fosse soddisfatta dei risultati dei colloqui con Ilham Aliyev. Secondo quanto annunciato, nell'ambito del programma di investimenti Global Gateway l'UE metterà a disposizione fino a 200 milioni di euro in sovvenzioni per sviluppare i collegamenti nei settori dei trasporti, dell'energia e del digitale nel Caucaso meridionale. Tra i progetti presi in considerazione figurano il collegamento ferroviario attraverso il Nakhchivan e lo sviluppo del porto di Baku.

Va ricordato che la questione degli investimenti europei nella modernizzazione della rete ferroviaria della Repubblica autonoma di Nakhchivan era stata affrontata durante l'incontro tra il Presidente dell'Azerbaigian e la commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos a margine del Forum di Davos. Successivamente il ministro azero dello Sviluppo digitale e dei Trasporti Rashad Nabiyev e il direttore generale della Direzione generale della Commissione europea per l'Allargamento e il Vicinato orientale Gert Jan Koopman hanno discusso della preparazione dello studio di fattibilità del progetto.

La decisione dell'Unione europea di partecipare alla ricostruzione della rete ferroviaria del Nakhchivan può essere interpretata come un primo passo verso l'adesione, almeno sul piano pratico, all'iniziativa azera del Corridoio di Zangezur. L'UE non intende rimanere ai margini di questo processo.

Il Caucaso meridionale è uno dei più importanti nodi di trasporto del mondo, in grado di collegare l'Europa con la regione del Caspio e l'Asia centrale, ha dichiarato Ursula von der Leyen. La sua importanza strategica continua a crescere e all'Azerbaigian viene attribuito un ruolo centrale. «Pochi Paesi godono di una posizione così favorevole come il vostro per promuovere la cooperazione regionale e la stabilità. L'Azerbaigian combina in modo efficace la propria posizione geografica strategica con una crescente influenza economica, politica e regionale», ha riconosciuto la presidente della Commissione europea.

L'Azerbaigian gode effettivamente di una posizione geografica privilegiata. Tuttavia, non è l'unico Paese a trovarsi in una posizione favorevole sulla carta geografica. Ciò che lo distingue è la capacità di sfruttare questo vantaggio nell'interesse proprio e dei partner. È proprio per questo motivo che l'Unione europea intende organizzare nel Paese la Conferenza regionale sugli investimenti nella connettività dei trasporti. Difficilmente avrebbe potuto scegliere un luogo più adatto. Qui si incontrano Europa, Caucaso meridionale e Asia centrale, e l'Azerbaigian rappresenta il nodo centrale della maggior parte dei corridoi logistici e di trasporto del continente, soprattutto nell'attuale contesto geopolitico che ha profondamente modificato la mappa delle rotte tradizionali.

Giovedì la presidente della Commissione europea è arrivata a Erevan. A Baku aveva definito il processo di pace tra Azerbaigian e Armenia l'evento più importante nella regione degli ultimi decenni, affermando che l'Unione europea lo sostiene con convinzione. E non soltanto sul piano politico, ma anche finanziario. Dopo l'incontro con Ilham Aliyev ha annunciato un nuovo programma da 20 milioni di euro destinato al rafforzamento della pace. Secondo le sue dichiarazioni, i fondi saranno impiegati per programmi nelle regioni di confine. Si può presumere che tali programmi riguarderanno non solo il territorio armeno. In passato l'UE aveva destinato risorse esclusivamente alla parte armena. Ora Bruxelles sembra orientarsi verso un approccio più equilibrato. Si tratta di un cambiamento positivo, soprattutto alla luce dei passi unilaterali compiuti da Baku per dimostrare ai vicini i vantaggi della convivenza pacifica. Oggi si è creata una situazione unica che offre grandi opportunità all'intera regione. L'Unione europea può inserirsi con successo in questo processo, non più come osservatore o attraverso missioni dal ruolo controverso, ma come partner realmente interessato alla pace e allo sviluppo.

Va inoltre sottolineato che l'agenda dell'UE nei confronti dell'Armenia è profondamente diversa da quella sviluppata con l'Azerbaigian. Baku e Bruxelles sono di fatto partner quasi alla pari, uniti soprattutto da interessi economici e da progetti strategici di lungo periodo. L'Azerbaigian non chiede nulla all'Europa e non aspira ad aderire all'Unione europea. L'Armenia, al contrario, ha un forte bisogno di sostegno, innanzitutto politico. Negli ultimi tempi si è aggiunta anche la necessità di un'assistenza economica, dopo il ridimensionamento delle importazioni armene da parte della Russia. Erevan ha fissato come obiettivo l'integrazione europea e punta a ridurre la tradizionale dipendenza dall'influenza russa con il sostegno dell'UE. La situazione rimane delicata e oggi Bruxelles deve consolidare la propria presenza in Armenia evitando però il ripetersi dello scenario ucraino.

Anche in questo contesto, l'Unione europea non può fare a meno della cooperazione con Baku.