La polizia artistica italiana sequestra decine di falsi alla mostra di Dalí

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8 Ottobre 2025 10:05
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La polizia artistica italiana sequestra decine di falsi alla mostra di Dalí

Un’unità speciale dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha sequestrato 21 opere d’arte da una grande mostra a Parma dedicata a Salvador Dalí, sospettando che fossero state erroneamente attribuite al celebre surrealista spagnolo.

Pochi giorni dopo l’apertura dell’esposizione intitolata “Dalí: tra arte e mito” a Palazzo Tarasconi, gli agenti hanno confiscato i presunti falsi, tra cui disegni, arazzi e incisioni.

I dubbi sull’autenticità erano emersi già a gennaio di quest’anno, quando la mostra era stata presentata al Museo Storico della Fanteria a Roma. Durante un controllo di routine, i Carabinieri avevano notato che in esposizione si trovavano soltanto litografie, poster e disegni di Dalí, oltre a poche statue e oggetti provenienti da collezioni private, ma nessun dipinto o opera di rilievo tale da suscitare grande interesse.

I Carabinieri hanno condiviso i loro sospetti con la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueres (Catalogna), che gestisce e tutela i diritti d’autore dell’artista in Spagna e nel mondo. Anche la Fondazione ha espresso perplessità sull’autenticità dei pezzi esposti in Italia.

La vicenda si è poi accelerata: la polizia ha inviato fotografie delle opere allegate a Dalí alla Fondazione, che ha confermato la presenza di “incongruenze” e inviato a Roma un team di esperti. Secondo Diego Poglio, ufficiale a capo delle indagini, anche gli esperti spagnoli hanno riscontrato discrepanze. Sulla base di queste evidenze, la procura di Roma ha emesso un mandato di sequestro per 21 opere.

«Ora procederemo con analisi tecniche e scientifiche per stabilire se queste opere siano autentiche», ha sottolineato Poglio, precisando che l’inchiesta è ancora in fase preliminare e che al momento non sono stati formulati capi d’accusa.

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, fondato nel 1969, affronta regolarmente casi di falsificazione di opere di celebri artisti, destinate alla vendita o all’esposizione.

Salvador Dalí è tra gli artisti più contraffatti al mondo, insieme a Pablo Picasso e Amedeo Modigliani. Nel 2015, alla National Gallery di Londra fu persino allestita una mostra interamente composta da falsi, comprendente opere attribuite a Dalí, Picasso, Alberto Giacometti, Malevič e altri, organizzata con il supporto della polizia britannica.

A distanza di dieci anni, il mercato dei falsi ha raggiunto proporzioni quasi incontrollabili e globali, riguardando non solo l’arte contemporanea, che domina il settore, ma anche i grandi maestri classici. Le contraffazioni vengono scoperte spesso solo quando giungono nelle sale di musei rinomati, anche se non mancano eccezioni.

Alla fine del 2024, i Carabinieri dell’arte hanno smantellato una rete criminale che produceva sofisticate copie di artisti famosi come Banksy, Pablo Picasso, Rembrandt, Andy Warhol e Gustav Klimt. L’indagine ha coinvolto 30 persone in Italia, Spagna, Francia e Belgio. Sono state individuate sei officine – due in Toscana, una a Venezia e tre in altri Paesi europei – dove venivano realizzati i falsi, successivamente immessi sul mercato tramite aste online. I “capolavori” erano accompagnati da certificati di autenticità contraffatti. In totale, la polizia ha sequestrato oltre 2.100 opere false, con un potenziale valore di mercato di circa 200 milioni di euro.