L’Europa si rivolge nuovamente al Presidente Ilham Aliyev. Baku e Roma aprono un nuovo capitolo del partenariato

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7 Maggio 2026 23:32
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L’Europa si rivolge nuovamente al Presidente Ilham Aliyev. Baku e Roma aprono un nuovo capitolo del partenariato

La scorsa settimana Baku ha accolto la Presidente del Consiglio dei ministri italiana Giorgia Meloni. Per la prima volta dopo tredici anni, un capo del governo italiano in carica ha visitato la capitale dell’Azerbaigian. È significativo che, nel corso dello stesso viaggio nella regione, Meloni abbia fatto visita anche all’Armenia. Eppure l’Azerbaigian è diventato una parte imprescindibile della sua tournée. Si tratta di un’ulteriore conferma del fatto che Baku si sia trasformata in un autentico centro di attrazione per i leader europei, risultato naturale della strategia di politica estera che il Presidente Ilham Aliyev porta avanti con coerenza da molti anni.

I risultati dei colloqui tra il Presidente Ilham Aliyev e Giorgia Meloni hanno segnato un livello qualitativamente nuovo nelle relazioni bilaterali. Il partenariato tra Azerbaigian e Italia rappresenta oggi una struttura multilivello che comprende cooperazione strategica e nel settore della difesa, collaborazione negli investimenti, legami accademici e partecipazione congiunta alla definizione della mappa energetica e dei trasporti dell’Eurasia.

L’interruzione di tredici anni nelle visite dei premier italiani a Baku appariva chiaramente dissonante rispetto alla portata dei rapporti bilaterali. Il volume degli scambi commerciali viene calcolato in miliardi di dollari, il gasdotto TAP collega i due Paesi, decine di aziende italiane operano in Azerbaigian, gli investimenti reciproci ammontano a milioni di dollari, ma il capo del governo italiano non visitava Baku da ben tredici anni. Meloni ha sottolineato apertamente questa incongruenza:

“Ho ritenuto molto importante venire qui, perché l’Azerbaigian è un partner molto importante per l’Italia. Tuttavia ho scoperto che dal 2013 nessun premier italiano era venuto qui. E questo mi sembra piuttosto strano”.

Il Presidente Ilham Aliyev, dal canto suo, ha definito la visita un momento decisivo nello sviluppo delle relazioni bilaterali e le ha attribuito un significato inequivocabile:

“I nostri Paesi sono partner strategici. La Sua visita di oggi sarà decisiva per lo sviluppo delle nostre relazioni strategiche”.

Le relazioni tra i nostri Paesi necessitavano di un nuovo impulso, poiché erano oggettivamente mature per passare a un livello qualitativamente diverso. Il programma sostanziale della visita del premier italiano e l’ampia agenda dei colloqui mostrano chiaramente che entrambe le parti sono orientate verso risultati concreti e verso l’ulteriore sviluppo della cooperazione.

Le relazioni tra Azerbaigian e Italia si trovano già oggi a un livello elevato. L’Italia è di fatto diventata il principale partner europeo dell’Azerbaigian. Un simile risultato è la conseguenza diretta della politica economica estera e diplomatica che il Presidente Ilham Aliyev conduce con coerenza da oltre due decenni. In questi anni l’Azerbaigian ha compiuto il percorso che lo ha trasformato da esportatore regionale di materie prime a Stato capace di plasmare l’architettura energetica di un intero continente, grazie a decisioni strategiche concrete adottate e realizzate nel momento giusto.

L’Italia è stata una priorità per l’Azerbaigian fin dall’inizio: il punto terminale del Gasdotto Trans-Adriatico, il principale mercato di sbocco per petrolio e gas azero, ma anche un partner affidabile e politicamente stabile. Dietro tutto questo vi è una logica coerente di decisioni strategiche: l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, il Corridoio Meridionale del Gas, il TAP – ciascuno di questi progetti rappresentava una scelta a favore dell’integrazione con l’Europa, della diversificazione delle rotte e della costruzione di alleanze a lungo termine.

Il Presidente Ilham Aliyev ha costruito questo partenariato come un’alleanza strategica con prospettive di ampliamento. Già nel luglio 2018, intervenendo al business forum italo-azero a Baku con la partecipazione del Presidente italiano Sergio Mattarella, il capo dello Stato aveva sottolineato la necessità di diversificare la stessa struttura dell’interscambio commerciale:

“Noi vogliamo che il nostro commercio sia diversificato. Possiamo esportare in Italia e importare dall’Italia una maggiore quantità di prodotti non petroliferi. Per questo in futuro dovremo sicuramente esaminare le questioni legate alla diversificazione degli scambi commerciali”.

Da allora questa linea è stata attuata con coerenza: cresce il numero di progetti congiunti, si amplia la presenza del business italiano, si rafforzano i legami umanitari. Nei colloqui del 2026 il capo dello Stato ne ha parlato già nel contesto di nuove direzioni, dalla difesa all’energia verde. Nella dichiarazione congiunta alla stampa il Presidente ha tracciato un quadro chiaro dell’interazione bilaterale, sottolineando separatamente il ruolo dell’Italia come destinazione degli investimenti del capitale azero:

“Negli ultimi anni il Fondo Petrolifero Statale dell’Azerbaigian ha investito circa 3 miliardi di dollari nell’economia italiana. Sono state inoltre discusse questioni relative all’attrazione di investimenti in nuovi progetti”.

L’energia rimane il pilastro strutturale delle relazioni tra Azerbaigian e Italia, e i numeri sono impressionanti. Nel 2025 l’Azerbaigian ha esportato in Italia 13,1 milioni di tonnellate di petrolio greggio per un valore di 6,7 miliardi di dollari e 9,6 miliardi di metri cubi di gas naturale per un valore di 4,6 miliardi di dollari. L’interscambio totale tra i due Paesi ha raggiunto quasi 12 miliardi di dollari, pari al 24% dell’intero commercio estero dell’Azerbaigian. L’Italia è il partner commerciale numero uno del Paese, il maggiore acquirente di petrolio azero e uno dei principali importatori di gas in Europa.

Attraverso il TAP, il cui terminale si trova proprio nel sud dell’Italia, dall’avvio del progetto sono stati forniti all’Europa oltre 54 miliardi di metri cubi di gas, più di 45 miliardi dei quali destinati al mercato italiano. Oggi il gas azero copre circa il 10% del fabbisogno di gas dell’Italia. Si tratta di un elemento della sicurezza energetica del Paese. Nella conferenza stampa al termine dei colloqui il Presidente Ilham Aliyev ha citato cifre precise e indicato la direzione per un aumento delle forniture:

“L’anno scorso l’Azerbaigian ha esportato 25 miliardi di metri cubi di gas naturale, di cui 9,5 miliardi destinati al mercato italiano. Oggi durante le conversazioni e i negoziati abbiamo discusso dell’aumento di questi volumi. Per farlo è naturalmente necessario espandere il progetto TAP, che rappresenta una parte integrante del Corridoio Meridionale del Gas”.

L’attuale capacità del gasdotto opera già vicino al massimo, e per aumentare i volumi è necessario un ammodernamento tecnico dell’infrastruttura. Entrambe le parti comprendono che non si tratta soltanto di una questione economica, ma anche geopolitica. Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, l’importanza delle forniture azere per l’Italia è cresciuta drasticamente, e Meloni lo ha confermato.

Questo riconoscimento dice molto su quanto sia cambiata la situazione negli ultimi anni. Se in passato il gas azero veniva percepito come una delle iniziative alternative, oggi è diventato una fonte di approvvigionamento di importanza critica per l’Europa. Baku ha gestito questa fiducia in modo responsabile: le forniture non sono mai state interrotte, i volumi sono aumentati e la reputazione di fornitore affidabile è stata confermata più volte.

Allo stesso tempo, il quadro della cooperazione energetica tra i due Paesi non si limita più a petrolio e gas. Nell’agenda entra sempre più attivamente il tema delle energie rinnovabili e dei corridoi verdi transregionali. L’azienda italiana CESI SpA è partner consulenziale dell’Azerbaigian nello sviluppo degli studi di fattibilità dei corridoi energetici “Caspio - Mar Nero - Europa” e “Asia Centrale - Azerbaigian”. È previsto che questi corridoi entrino gradualmente in funzione a partire dal 2032.

Uno dei risultati più significativi dei colloqui è stato il consolidamento ufficiale della cooperazione tecnico-militare come nuovo asse delle relazioni bilaterali. Ancora pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare questo tema nell’agenda del dialogo tra Azerbaigian e Italia, mentre oggi viene discusso apertamente e con parametri concreti.

“La cooperazione tecnico-militare rappresenta un settore promettente della nostra interazione. Oggi è stata discussa anche questa questione. Abbiamo idee concrete sulla realizzazione di progetti comuni, sull’organizzazione di produzioni congiunte, sulla combinazione delle tecnologie italiane con le risorse finanziarie azere”, ha dichiarato il Presidente Ilham Aliyev.

Tecnologie italiane unite alle risorse finanziarie azere: un modello di creazione congiunta in cui entrambe le parti apportano ciò che manca all’altra. Meloni ha sviluppato il tema indicando settori specifici: industria aerospaziale, sicurezza marittima, protezione delle infrastrutture critiche. L’obiettivo è una cooperazione industriale stabile.

Il percorso degli investimenti è sostenuto da cifre in crescita. Nel 2025 gli investimenti diretti italiani in Azerbaigian sono aumentati di 3,2 volte rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 21,9 milioni di dollari. L’Azerbaigian, a sua volta, ha investito nell’economia italiana 125,1 milioni di dollari, 1,7 volte in più rispetto all’anno precedente. Oltre ai flussi finanziari, è importante anche la concreta attività imprenditoriale: oggi in Azerbaigian operano circa 130 aziende italiane, e il Presidente Ilham Aliyev ha sottolineato di volerle vedere ancora più numerose:

“Attualmente in Azerbaigian operano circa 130 aziende italiane. Voglio che diventino ancora di più. Anche nei territori del Karabakh e dello Zangezur Orientale liberati dall’occupazione, le aziende italiane hanno realizzato e continuano a realizzare 23 progetti”.

Il riferimento al Karabakh non è casuale. La ricostruzione dei territori liberati rappresenta una delle priorità nazionali dell’Azerbaigian, e la presenza di aziende straniere, comprese quelle italiane, in questi progetti ha non solo un significato economico, ma anche simbolico. Meloni ha confermato che il business italiano vede nell’Azerbaigian una piattaforma promettente, non solo per progetti bilaterali, ma anche per iniziative comuni in Paesi terzi. Per istituzionalizzare questo interesse, le parti hanno concordato di organizzare un business forum a Baku nella seconda metà del 2026, una piattaforma in cui gli accordi politici saranno trasformati in contratti concreti e progetti di investimento.

L’Azerbaigian è uno Stato che collega geograficamente, logisticamente e politicamente l’Europa con la regione del Caspio e l’Asia Centrale. Il Corridoio Medio, che attraversa Azerbaigian, Georgia e Turchia, sta diventando un’alternativa sempre più richiesta alle tradizionali rotte eurasiatiche. E l’Italia, con la sua sviluppata infrastruttura portuale, l’accesso al Mediterraneo e le sue capacità logistiche, rappresenta la naturale “porta” di questo ponte verso l’Europa. Meloni ha definito apertamente strategica questa configurazione:

“Vorremmo che l’Azerbaigian rafforzasse il proprio ruolo come nodo fondamentale tra Europa e Asia. Da questo punto di vista l’Italia è sempre pronta a svolgere il ruolo di porta privilegiata verso il mercato europeo”.

Dietro queste parole vi è una logica economica concreta. Lo sviluppo del Corridoio Medio apre nuove opportunità per il business italiano verso i mercati dell’Asia Centrale e della Cina e, allo stesso tempo, offre all’Azerbaigian ulteriori incentivi per investire nelle infrastrutture di transito. Si tratta di una classica configurazione di vantaggio reciproco, nella quale gli interessi delle parti non solo coincidono, ma si completano organicamente.

Una pagina separata e molto significativa nelle relazioni bilaterali è stata aperta anche dalla crisi iraniana. Quando la situazione intorno all’Iran si è aggravata bruscamente, l’Azerbaigian ha fornito un aiuto concreto all’Italia: ha facilitato l’evacuazione dei cittadini italiani e ha accolto l’ambasciata italiana, temporaneamente trasferita da Teheran a Baku. Meloni ha ringraziato pubblicamente la parte azera, e questo ringraziamento è suonato come un riconoscimento di una reale solidarietà. Ciò dimostra chiaramente che il partenariato tra i due Paesi è andato da tempo oltre il commercio e l’energia. Nel momento necessario, l’Azerbaigian si è trovato al fianco dell’Italia, e questo non viene dimenticato.

Un partenariato solido ha anche una dimensione umana. Dietro le cifre del commercio devono esserci legami reali tra persone, istituzioni e culture. L’Università Italo-Azera di Baku, creata presso l’Accademia Diplomatica dell’Azerbaigian (ADA) in collaborazione con cinque prestigiose università italiane, è già diventata una piattaforma per la formazione di una nuova generazione di specialisti.

“Lì studiano già oltre 500 studenti, che in futuro diventeranno sia specialisti qualificati sia naturali ambasciatori dell’Azerbaigian in Italia e dell’Italia in Azerbaigian. In questo modo la nostra amicizia continuerà a svilupparsi con sicurezza”, ha dichiarato il Presidente Ilham Aliyev.

Al termine della visita le parti hanno concordato un coordinamento politico permanente e una definizione congiunta delle priorità. In pratica ciò significa passare da un’interazione situazionale a un lavoro sistemico su tutti i fronti contemporaneamente: energia, difesa, investimenti, trasporti, cultura. Il business forum previsto per la seconda metà del 2026 dovrà diventare il primo risultato pratico di questa nuova logica.

La visita di Giorgia Meloni a Baku rappresenta il punto di incontro di anni di lavoro paziente e di decisioni strategiche. Oggi l’Azerbaigian definisce le regole del gioco nello spazio energetico e dei trasporti eurasiatico, e dietro questo vi è la linea strategica del Presidente Ilham Aliyev, la sua capacità di guardare decenni avanti e di avanzare con coerenza verso gli obiettivi fissati. Baku e Roma sono diventate due nodi di un unico asse strategico che collega il Caspio e il Mediterraneo. La pausa è finita. Un nuovo capitolo è stato scritto. E questo capitolo ha un autore.