La visita di Meloni ha segnato una nuova profondità nelle relazioni strategiche tra Baku e Roma

News
5 Maggio 2026 17:42
3
La visita di Meloni ha segnato una nuova profondità nelle relazioni strategiche tra Baku e Roma

La visita di Giorgia Meloni ha rappresentato un punto di svolta diplomatico e il culmine di un processo di avvicinamento iniziato con la firma della Dichiarazione sul partenariato strategico multidimensionale. Dopo oltre un decennio senza incontri a livello di primo ministro, questa visita dimostra la chiara volontà di Roma di considerare l’Azerbaigian non soltanto come fornitore di risorse, ma anche come alleato politico chiave nella regione del Caucaso meridionale.

Lo ha dichiarato l’esperto italiano, analista geopolitico e giornalista dei quotidiani La Ragione e Il Riformista, Domenico Letizia, commentando la visita in Azerbaigian della presidente del Consiglio dei ministri italiana Giorgia Meloni.

Secondo lui, l’aspetto più positivo è il ripristino della continuità del dialogo ad alto livello, che garantisce la stabilità e la visione a lungo termine necessarie per affrontare le sfide regionali e globali.

Parlando del fatto che l’Italia sia il principale partner commerciale dell’Azerbaigian - con un interscambio bilaterale che lo scorso anno ha raggiunto quasi 12 miliardi di dollari - Letizia ha sottolineato che questi numeri riflettono un’eccezionale interdipendenza economica.

«L’Azerbaigian non è semplicemente un partner commerciale, ma un centro di attrazione per gli interessi economici italiani nella regione. Questa profondità strategica dimostra che le relazioni hanno superato la fase puramente transazionale e si sono trasformate in un’architettura di cooperazione integrata. Il fatto che l’Italia sia il principale partner commerciale dell’Azerbaigian dimostra un livello di fiducia reciproca senza precedenti, in cui il sistema industriale italiano trova a Baku un mercato ricettivo e dinamico, rafforzando un asse che collega in modo strutturale e permanente il Mediterraneo al Mar Caspio», ha spiegato l’analista.

L’esperto ha inoltre parlato dell’importanza dell’Azerbaigian per la sicurezza energetica italiana, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico.

«Baku svolge un ruolo vitale e insostituibile per la sicurezza nazionale italiana. Grazie al Gasdotto Trans Adriatico, l’Azerbaigian è diventato uno dei principali fornitori di gas naturale dell’Italia, consentendo al Paese di diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre drasticamente la dipendenza dal gas russo. In un contesto geopolitico instabile, la stabilità delle forniture provenienti dall’Azerbaigian garantisce la continuità dell’industria italiana e il riscaldamento delle abitazioni. Questa cooperazione è destinata a crescere ulteriormente non solo nel settore degli idrocarburi, ma anche nello sviluppo congiunto delle energie rinnovabili, posizionando l’Azerbaigian come partner chiave dell’Italia nella transizione ecologica», ha sottolineato.

Commentando la dichiarazione di Meloni sulla volontà dell’Italia di svolgere il ruolo di “ponte” verso l’Europa, Letizia ha osservato che questo apre scenari di crescita straordinari per il mondo imprenditoriale di entrambi i Paesi.

«Per le aziende italiane si aprono grandi opportunità nei progetti di ricostruzione, nelle infrastrutture, nelle agrotecnologie e nella difesa - settori nei quali il Made in Italy è sinonimo di qualità ed eccellenza.

Per le aziende azere, la partnership con l’Italia facilita l’accesso ai requisiti normativi e agli standard qualitativi dell’Unione europea, permettendo ai prodotti azeri di posizionarsi con successo in un mercato di oltre 450 milioni di consumatori.

In questo contesto è importante sottolineare che il forum economico previsto per la seconda metà del 2026 diventerà un catalizzatore per la firma di nuovi accordi su joint venture e investimenti diretti. La prospettiva di trasformare l’Italia in un hub logistico e distributivo per l’energia e le merci azere dirette nel cuore dell’Europa rafforza una sinergia vincente, in cui la potenza industriale italiana e le risorse naturali dell’Azerbaigian si uniscono per creare prosperità condivisa», ha concluso l’analista italiano.