Il governo di Giorgia Meloni intende varare la più importante riforma della normativa sulla caccia degli ultimi trent'anni, attribuendo ai cacciatori lo status di «bioregolatori». Il disegno di legge ha già suscitato un acceso dibattito politico in Italia e potrebbe provocare un serio conflitto con la Commissione europea, riferisce Politico.
Secondo il quotidiano, il disegno di legge sulla caccia è già stato approvato dal Senato ed è attualmente all'esame della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. La riforma amplia i diritti dei cacciatori, estendendo le aree di caccia, prolungando le stagioni venatorie e aumentando il numero delle specie che possono essere cacciate. L'aspetto più controverso del provvedimento è la nuova definizione dei cacciatori come «bioregolatori», incaricati di tutelare la biodiversità.
Tuttavia, come sottolinea Politico, nel dicembre 2025 la Commissione europea ha inviato a Roma una lettera formale di avvertimento, segnalando una possibile violazione della Direttiva Uccelli dell'Unione europea. Dal canto suo, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato italiano, Luca De Carlo, ha respinto ogni accusa di motivazioni politiche alla base della riforma, affermando che il governo italiano ha deciso di adeguare una legge vecchia di trent'anni al moderno contesto ambientale e venatorio.