La piattaforma di analisi e consulenza Elevate Crossroads, specializzata nel Caucaso meridionale e nella regione del Mar Nero, ha recentemente presentato una serie di raccomandazioni con una roadmap concreta per triplicare il volume dei trasporti merci lungo il Corridoio Centrale (rotta di trasporto trans-caspica).
È significativo che le dieci raccomandazioni abbiano riguardato il Kazakistan, la Georgia, la Turchia e persino l'Europa. L'Azerbaigian, invece, non viene menzionato. Non perché gli analisti ne sottovalutino l'importanza, ma perché Baku ha già creato tutte le condizioni necessarie per il transito internazionale sul proprio territorio. L'Azerbaigian rappresenta oggi l'anello più forte della catena logistica che collega l'Est e l'Ovest.
Il ruolo dell'Azerbaigian come attore chiave del Corridoio Centrale viene evidenziato praticamente in tutti gli incontri internazionali dedicati alla logistica nell'attuale contesto continentale. In termini di connettività dei trasporti, non è un'esagerazione affermare che tutte le strade passano per l'Azerbaigian. Non si tratta di una metafora, ma di una realtà concreta. Questo contribuisce alla costante crescita dell'interesse verso il Paese e le sue potenzialità.
Le turbolenze geopolitiche che oggi attraversano l'Eurasia stanno spingendo l'Europa a rivolgere sempre maggiore attenzione al Caucaso meridionale. Negli ultimi tempi si discute sempre più frequentemente dell'integrazione delle rotte logistiche eurasiatiche, tema di particolare interesse per l'Europa mentre il ritorno alla piena operatività del tradizionale corridoio settentrionale continua ad allontanarsi.
Recentemente a Kiev si è svolta una tavola rotonda internazionale dedicata all'interazione tra il progetto Intermarium e l'Asia.
Secondo gli esperti, la cooperazione tra il Corridoio Centrale (Trans-Caspian International Transport Route) e il progetto Intermarium (Three Seas Initiative) rappresenta una delle direzioni più promettenti per la costruzione di una nuova architettura logistica eurasiatica. Sebbene Intermarium sia nato principalmente come progetto geopolitico volto a garantire la sicurezza fisica dei Paesi dell'Europa centrale e orientale, oggi si è trasformato in un partenariato economico e infrastrutturale tra Stati membri dell'Unione Europea. In questa veste, i suoi interessi coincidono con quelli del Corridoio Centrale.
Come noto, il Corridoio Centrale collega la Cina all'Unione Europea attraverso Kazakistan, Azerbaigian, Georgia e Turchia. Il progetto Intermarium riunisce invece i Paesi compresi tra il Mar Baltico, il Mar Nero e il Mare Adriatico per sviluppare infrastrutture di trasporto, energetiche e digitali lungo l'asse nord-sud.
Sebbene Intermarium sia un'iniziativa europea, la sua integrazione con il Corridoio Centrale offre enormi prospettive. I due percorsi si completano a vicenda. Una merce partita dalla Cina può attraversare il Kazakistan, l'Azerbaigian e la Georgia, raggiungere la Romania attraverso i porti georgiani del Mar Nero e proseguire poi verso altri Paesi europei. Anche Polonia, Ungheria e Slovacchia possono diventare punti di connessione tra le due reti.
Per l'Azerbaigian questa integrazione apre ulteriori opportunità. Il Paese è il principale hub del Corridoio Centrale grazie alla presenza di tutte le infrastrutture necessarie, tra cui il porto commerciale internazionale di Alat, la moderna ferrovia Baku-Tbilisi-Kars e la più grande flotta commerciale del Mar Caspio. Inoltre, l'Azerbaigian costruisce autonomamente le proprie navi, aumentando ulteriormente il proprio valore strategico.
L'unione tra il Corridoio Centrale e Intermarium consentirebbe all'Azerbaigian di superare il ruolo di semplice attore logistico regionale e di diventare parte integrante della rete logistica paneuropea. Baku ha sempre sostenuto il rafforzamento della connettività eurasiatica e la creazione di percorsi alternativi alle rotte tradizionali, permettendo al commercio di non dipendere da singoli attori e di continuare a funzionare anche in presenza di crisi geopolitiche.
Gli eventi degli ultimi anni hanno evidenziato ancora una volta quanto fossero lungimiranti le decisioni adottate dall'Azerbaigian e per lungo tempo sottovalutate in Europa. Un esempio significativo è la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars.
Le opportunità offerte dal Corridoio Centrale per l'accesso ai mercati asiatici sono diventate particolarmente importanti per lo spazio Intermarium dopo l'inizio della guerra in Ucraina e il conseguente sconvolgimento della logistica eurasiatica tradizionale. Allo stesso tempo, l'instabilità in Medio Oriente e le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno generato seri rischi per le rotte marittime internazionali. Il commercio globale sta quindi tornando sempre più verso i percorsi terrestri.
E, aspetto importante, l'interesse europeo per questa regione non rappresenta una novità. La situazione sta semplicemente tornando al suo corso storico naturale.
Come ha dichiarato a Day.Az il politologo e storico azerbaigiano Rizvan Huseynov, l'Azerbaigian e il Caucaso meridionale hanno sempre svolto il ruolo di hub naturali delle vie di transito eurasiatiche.
«Come avviene oggi, anche storicamente l'Azerbaigian, e in particolare la regione dello Shirvan, rappresentava il punto d'incontro naturale di tutte queste rotte. Era così ai tempi della Via della Seta, quando la seta era una merce strategica, svolgendo un ruolo simile a quello che oggi hanno petrolio e gas. L'Azerbaigian era sia produttore sia centro di transito per le carovane provenienti dalla Cina e dal Turkestan dirette verso l'Occidente. Questo garantiva importanti entrate economiche, ma era anche all'origine di continui conflitti e guerre combattute per il controllo del territorio».
Secondo Huseynov, la situazione cambiò con l'affermazione delle grandi rotte marittime, che divennero il principale sistema logistico mondiale. Dopo le grandi scoperte geografiche e la creazione di stabili collegamenti marittimi tra Asia, Africa ed Europa, l'importanza delle vie terrestri iniziò a diminuire.
«Oggi però assistiamo al ritorno del ruolo storico del Caucaso meridionale e dell'Azerbaigian come corridoio di transito. I Paesi che in passato utilizzavano queste vie stanno tornando a integrarsi in una rete comune che collega Cina, Asia centrale, Caucaso meridionale ed Europa. Anche l'Europa orientale si collega a questa rete attraverso il progetto Intermarium, o Three Seas Initiative, che unisce dodici Paesi tra il Mar Baltico, il Mar Nero e il Mare Adriatico».
«Possiamo affermare con sicurezza che stiamo assistendo alla rinascita delle storiche capacità di transito terrestre. La ragione principale è che la sicurezza e la stabilità delle rotte marittime stanno diventando sempre più problematiche. Vediamo i conflitti nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, i rischi nel Bab el-Mandeb, nello Stretto di Malacca e nel Mar Rosso. Le minacce alla sicurezza delle forniture marittime rafforzano inevitabilmente il ruolo delle rotte terrestri. Questo offre all'Azerbaigian e agli altri Paesi della regione l'opportunità di recuperare la propria posizione lungo i principali corridoi terrestri dell'Eurasia. Ed è esattamente ciò che sta accadendo oggi».