Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, si è espresso sulla guerra in Ucraina, in corso dal 2022. Ha sottolineato che né l’Italia, né l’Ucraina, né l’Europa o la NATO sono le parti che hanno scatenato questo conflitto. Secondo lui, solo chi lo ha iniziato può porvi fine. Crosetto ha inoltre evidenziato l’enorme numero di perdite, che si contano in migliaia di vite ogni giorno.
La valutazione delle prospettive dell’Ucraina da parte del ministro è stata pessimistica. Ha dichiarato:
«L’Ucraina non può e non vincerà mai questa guerra. L’Ucraina sta cercando di sopravvivere», ha affermato Guido Crosetto.
Queste parole riflettono tutta la complessità della situazione in cui si trova il Paese, impegnato a difendere la propria integrità territoriale. Attualmente circa l’1,5% del territorio ucraino si trova sotto il controllo dell’avversario.
Garanzie di sicurezza future
Il ministro italiano ha sottolineato l’importanza di creare per l’Ucraina un sistema di sicurezza che possa funzionare in modo analogo all’articolo 5 della NATO. Tale meccanismo, a suo avviso, dovrebbe diventare la base delle future garanzie di sicurezza.
Dichiarazioni di questo tipo da parte di alti funzionari dei Paesi membri della NATO aiutano a comprendere l’evoluzione delle posizioni dell’Occidente rispetto a questo conflitto prolungato. In quanto membro attivo dell’Alleanza, l’Italia influisce sulla definizione della politica comune di sicurezza e di sostegno a Kiev. La posizione espressa potrebbe incidere sui volumi dell’assistenza militare e sulla pianificazione strategica. L’elaborazione di nuovi modelli di sicurezza viene effettivamente considerata come un possibile elemento di una futura soluzione postbellica.