Armenia, Azerbaigian e Stati Uniti hanno firmato uno storico accordo alla Casa Bianca, segnando un passo cruciale verso la fine di oltre trent’anni di ostilità nel Caucaso meridionale. L’intesa, riporta Info Punto, citata da Reuters, Politico e l’agenzia azera Trend News Agency, rappresenta un momento di svolta per la diplomazia regionale e apre nuove prospettive di cooperazione strategica.
Alla cerimonia trilaterale hanno preso parte il presidente azero Ilham Aliyev, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente statunitense Donald Trump, protagonisti di colloqui volti a consolidare la pace e aprire una nuova fase di cooperazione regionale.
Durante l’incontro, Aliyev e Trump hanno siglato un Memorandum d’Intesa per istituire un Gruppo di Lavoro Strategico, incaricato di redigere una Carta di Partenariato Strategico tra Azerbaigian e Stati Uniti. L’iniziativa, ribattezzata da Aliyev “Trump Prosperity and Peace Route”, mira a rimuovere ostacoli, migliorare la connettività e generare nuove opportunità di investimento, stabilità e sviluppo economico in diversi Paesi.
Trump ha inoltre annunciato la revoca delle restrizioni previste dalla Sezione 907, in vigore dal 1992, che limitavano la cooperazione nel settore della difesa con l’Azerbaigian. Secondo il presidente statunitense, questa misura rappresenta “un grande affare” e apre la strada a una più stretta collaborazione in materia di sicurezza.
L’accordo include anche intese economiche e infrastrutturali di rilievo, tra cui una cooperazione tra la compagnia energetica azera SOCAR e ExxonMobil, nonché nuovi impegni sul Corridoio di Zangezur, infrastruttura strategica che collegherà l’Azerbaigian all’enclave di Nakhchivan attraversando il territorio armeno.
L’accordo segna comunque un momento storico per il Caucaso meridionale e potrebbe ridefinire gli equilibri regionali nei prossimi decenni.