Il mercato energetico europeo si trova ad affrontare nuove sfide sullo sfondo dell’instabilità in Medio Oriente, che già si riflette sui flussi globali di gas naturale liquefatto. In queste condizioni, le questioni legate all’affidabilità delle forniture e alla diversificazione delle fonti energetiche passano in primo piano. In questo contesto, il ruolo dell’Azerbaigian come fornitore stabile di gas tramite gasdotto verso l’Europa continua a rafforzarsi.
Sull’importanza del gas azero per l’Europa si è espresso André Wolf, responsabile del dipartimento tecnologie, infrastrutture e sviluppo industriale del Centro per la politica europea, uno dei principali think tank indipendenti con sede a Friburgo (Germania) e uffici a Berlino, Parigi e Roma.
Ha sottolineato che, dall’avvio del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP) nel 2020, l’Azerbaigian è diventato uno dei principali fornitori esterni di gas naturale per l’Europa.
«Ciò ha contribuito in modo significativo al raggiungimento dell’obiettivo dell’UE di diversificare le importazioni energetiche in risposta alla guerra tra Russia e Ucraina. Secondo gli ultimi dati della Commissione europea, nel 2025 l’Azerbaigian ha rappresentato il 3,9% delle importazioni di gas naturale dell’UE (11,3 miliardi di metri cubi), diventando il sesto fornitore esterno per importanza», ha dichiarato Wolf.
L’esperto ha sottolineato che il ruolo del gas azero per l’Europa continuerà a crescere.
«Un nuovo accordo di fornitura a lungo termine con trader tedeschi del gas, insieme ai contratti già in vigore con Italia, Grecia e Bulgaria, porterà probabilmente a un aumento di questa quota nei prossimi anni. L’accordo prevede forniture aggiuntive fino a 1,5 miliardi di metri cubi all’anno», ha osservato.
Secondo lui, le forniture di gas dall’Azerbaigian presentano vantaggi sia economici sia geopolitici. «Contribuiscono a ridurre la dipendenza dalla Russia come fornitore e, allo stesso tempo, aiutano a limitare la crescente influenza del GNL statunitense sul mercato europeo del gas, riducendo il rischio di pressioni economiche», ha affermato.
Ha inoltre evidenziato l’importanza dei contratti a lungo termine. «Essi attenuano l’impatto della volatilità dei prezzi sul mercato spot internazionale del GNL sui prezzi all’ingrosso in Europa. L’attuale turbolenza del mercato ricorda agli operatori il ruolo fondamentale di tali contratti e aumenta la loro disponibilità a impegnarsi nel lungo periodo», ha aggiunto.
«Considerando che le rigorose norme dell’UE sul monitoraggio degli stoccaggi di gas sono state prorogate, eventuali fluttuazioni a breve termine delle forniture nell’ambito di tali contratti non rappresentano un rischio per la sicurezza energetica europea», ha precisato.
Parlando dell’importanza delle esportazioni di gas per l’Azerbaigian, Wolf ha sottolineato che esse possono diventare un elemento chiave della strategia di crescita economica, considerando che il prezzo del gas esportato può essere significativamente più alto rispetto a quello destinato al consumo interno. Ha inoltre respinto l’idea del rischio di un “blocco” dell’economia sui combustibili fossili.
«Condizioni di esportazione più vantaggiose creeranno ulteriori incentivi per sostituire il consumo interno di gas naturale con fonti energetiche alternative e più sostenibili», ha dichiarato.
Inoltre, secondo lui, in prospettiva è possibile anche una trasformazione delle infrastrutture. «Nel medio termine, i gasdotti transfrontalieri potrebbero essere progressivamente convertiti per il trasporto di idrogeno, garantendo una transizione graduale dai combustibili fossili a modelli di esportazione “verdi”. Ciò potrebbe sincronizzare la trasformazione economica dell’UE e dell’Azerbaigian», ha spiegato.
Wolf ha anche indicato i rischi esistenti, tra cui l’incertezza sulla domanda di gas naturale in Europa nel medio termine. Sebbene le normative dell’UE prevedano la cessazione dei contratti a lungo termine per i combustibili fossili entro il 2049, i tempi concreti dell’abbandono del gas naturale restano altamente incerti. A suo avviso, ciò frena gli investimenti nelle infrastrutture.
«L’UE dovrebbe sviluppare un quadro normativo tecnologicamente neutrale che garantisca agli importatori la flessibilità necessaria per una pianificazione a lungo termine», ha sottolineato.
In conclusione, Wolf ha evidenziato l’importanza di rafforzare la cooperazione. «L’UE e l’Azerbaigian dovrebbero concentrarsi sull’attuazione di un partenariato energetico strategico per superare i colli di bottiglia nel finanziamento delle infrastrutture. Il sostegno al progetto del cavo sottomarino nel Mar Nero rappresenta già un buon inizio. L’UE dovrebbe inoltre valutare l’inclusione delle infrastrutture del gas nei propri programmi esterni, tenendo conto del ruolo del gas naturale come tecnologia di transizione», ha concluso.